CLAUDIA BONOLLO

CV CB COLORE

Artista, architetto, consulente del colore, eco-designer e ricercatrice di formazione multidisciplinare.
Si è laureata all’UIA (International University of Art) e alla Facoltà di Architettura di Venezia (IUAV). Studi superiori a Londra (Bartlett School of Architecture) e Madrid (ETSAM), città dove vive attualmente.

Gli anni veneziani saranno fondamentali per sviluppare una sensibilità al colore e alle sue modulazioni. Nelle lunghe passeggiate osservando le metamorfosi del cielo e i riflessi di luce sulla laguna nascono i primi libri di artista, i quadri quadrati e i mosaici di carta che si possono comporre senza limite e che sfociano nelle sue prime collezioni cromatiche. 

In questo periodo, comincia a dedicarsi allo studio de I Ching, libro che l’accompagnerà per sempre e dipinge la sua versione del libro delle Metamorfosi. Un lavoro minuzioso che durerà tre anni.

Viene invitata a realizzare un Kesa (il manto sacro a 11 bande) che realizza reinterpretando un antico rito buddhista dell’IX sec. riservato alle monache. Oltre all’abito che rappresenta la reliquia più importante del Buddhismo, dipinge anche gli zagu, i piccoli tappeti per la meditazione nelle cerimonie nel Dojo. Le tele dipinte sono tessuti poveri e riciclati. Una volta trattate vengono poi assemblate e impunturate con filo di seta da 161 monaci di tutto il mondo. La sua visione personale del Kesa, al principio molto controversa (nessun artista che non fosse un religioso aveva mai dipinto un manto sacro), viene fermamente appoggiata dal Maestro Taiten del Monastero Buddhista Zen di Fidenza.

Si interessa all’immaginario dell’architettura e alle sue sfumature più visionarie, tanto nella pittura come nel cinema. Nascono i primi meta-progetti (architetture che nascono da un colore o che cambiano di colore a seconda delle ore del giorno) e le “architetture-pensiero” sculture che si possono sostenere con una mano, le “installazioni totali”, le prime elaborazioni di spazi sensibili, unendo arte, architettura e vari elementi (reali e virtuali) tra loro (luce, lightbox, proiezioni, ecc.) in una messa in scena sensuale che stimola i sensi ed esplora le emozioni più profonde. 

Organizza il corso di teoria del colore alla Facoltà di Architettura all’Università S.E.K. di Segovia e una serie di seminari monocromatici (il Bianco, il Nero, il Rosso, l’Azzurro, il Verde, l’Oro, il Giallo) con un accento speciale sulla simbologia e le applicazioni a tutti gli ambiti sociali nel corso della storia. IL COLORE NELL’ ARTE, un attraversamento del colore nell’arte, viene presentato per la prima volta all’Istituto di Cultura a Madrid. 

Tutte queste sperimentazioni confluiscono nell’elaborazione del mondo immaginario delle architetture di Tangramville, la città pergiocare. I modelli, le sculture e le scenografie realizzate vengono esposte in varie sedi. Con la collaborazione dello STUDIO DAP di Milano, del critico Marco Brizzi di Firenze e del COAC (Colegio de Arquitectos de Cataluña), viene realizzato il primo CD rom interattivo per l’insegnamento dell’architettura ai bambini, con il Patrocinio della Comunità Europea (EUROPA 2000: “Architettura e Nuove Tecnologie”). 

Selezionata da CAMERA (Conseil Audiovisuel Mondial pour les Ètudes et les Réalisations sur l’Art), dal CNRS francese e dal CICT/Unesco, dal 2001 comincia a Parigi una serie di investigazioni multidisciplinari sulla cellula, collaborando con professionisti di discipline diverse (medici, neurobiologi, psicanalisti, psicologi, teologi e sciamani). Gli studi convergono in due ricerche: SENZA BELLEZZA NON SI CURA e LE CORPS IMAGINÉ (il corpo immaginato) che continua ancora. Il progetto, che compie quest’anno 20 anni, è evoluto, si è diffuso a tutto il corpo umano e si esteso allo studio delle emozioni, alla felicità da un punto di vista biologico e alle reazioni del corpo in uno stato di benessere. Realizza il suo primo spazio cellulare (installazione con musica e proiezioni) nel Patio dell’Istituto Italiano della Cultura di Madrid con il Patrocinio dell’Ambasciata Italiana.

Le immagini cellulari vengono elaborate mediante suoni, colori e movimenti e si trasformano in mappe della coscienzapaesaggi interiori (metabiologiecartografie dell’essere dove il corpo è rappresentato come un’icona sacra), spazi sensibili (ambienti virtuali, proiezioni dove sperimentare vari livelli di benessere), narrazioni cromatichecortometraggi, tecniche sperimentali di visualizzazione con i colori. Con il tempo, il progetto multidisciplinare si è trasformato nell’elaborazione di una vera e propria terapia come arte

Persuasa dell’importanza di un dialogo multidisciplinare in un’epoca fortemente segnata dalla specializzazione, nel 2002 fonda a Madrid l’Atelier Meta-morphic, oggi Atelier Cromaticoorganizzazione di respiro internazionale e piattaforma per l’arte, la cultura, la ricerca e luogo di promozione culturale.

Con questo spirito e in questo contesto, Claudia Bonollo (ideatrice del concept) crea il progetto CREATIVE INSOMNIA (le prime notti creative dedicate all’esplorazione transdisciplinare di un colore) in cui si procede in modo analogico, avvalendosi ogni volta dell’apporto di studiosi, scienziati, musicisti, psicologi, ricercatori e artisti disposti a intraprendere una ricerca originale su uno degli innumerevoli aspetti semantici del colore. In questi happening notturni e in un clima gradevole, tanto il pubblico come i partecipanti vengono stimolati a vivere un’esperienza sensoriale immersiva.
Sono già state organizzate con successo e una partecipazione straordinaria, alcune notti creative dedicate al rosso, arancione, giallo e verde. Il progetto CREATIVE INSOMNIA ha contribuito alla creazione di opere originali e multisensoriali ispirate dal colore. La ricerca si è estesa alla gastronomia d’autore, alla ricerca culinaria necessaria all’elaborazione e degustazione di buffet monocromatici frutto di un’intensa sperimentazione con Chef.

In questi avvenimenti culturali multidisciplinari, ciò che si evidenzia sono i diversi aspetti del colore, la sua inapprensibilità teorica, la sua dimensione multiforme applicabile a tutti gli aspetti della vita quotidiana, una maggiore consapevolezza del colore e dei suoi effetti, ma, soprattutto, si rivendica la creatività come valido strumento di ricerca e di sperimentazione.

Dal 2014 forma parte della Piattaforma VIDEOS DE AUTOR e una delle sue opere di video-arte, LA CELLULA CITTÀ, viene selezionata nella mostra “SOCIAL CITIES – Self Identities, Common Places” e nella programmazione del festival internazionale di performance e cinema indipendente durante il 71º Festival del Cinema di Venezia.

Ma il colore non le interessa solo come strumento culturale ma anche e soprattutto come elemento generatore di una trasformazione interiore. I mondi cromatici racchiudono potenzialità materiche, spaziali, emozionali, spirituali e si convertono in autentici luoghi dell’anima, paradigmi metonimici tra la visione interna ed esterna. Le “installazioni totali” diventano spazi sensibili e colorati dove il colore diventa esperienza.

In questa direzione vanno le diverse versioni delle stanze contemplative, la più elaborata “LA HABITACIÓN CUÁNTICA” viene esposta nella mostra “CRUCES Y CONVERGENCIAS”, nel Museo La Neomudejar di Madrid, in cui organizza anche una tavola rotonda con psicologhe, artiste e architetti che ne analizzano i vari aspetti. Le sperimentazioni continuano con le installazioni effimere a Cantercel (Montpellier Francia) e nella Fundación NMAC di arte contemporaneo (Vejer de la Frontera – Spagna) sempre accompagnate da conferenze e workshop.

Le stanze cromatiche e gli ologrammi di colore sono il resultato di un processo creativo ispirato da un’incessante ricerca sugli stati d’animo che dura da oltre vent’anni: il colore-emozione si trasforma in spazio, in un percorso che si costruisce dall’interno. È, allo stesso tempo, narrazione e contemplazione, uno strumento per proiettare e costruire le nostre meta-architetture interiori. Queste visioni sorgono e sono trasformate dal colore e il colore a sua volta, ci stimola e ci trasforma. Lo spazio cromatico diventa un racconto mitico, un ambiente sensibile e vibrante, virtuale e cangiante, fugace come possono esserlo i pensieri… Le narrazioni cromatiche diventano paesaggi personali e intimi, specchi dell’anima, cartografie essenziali della nostra coscienza.” 

Art director della firma Monamour Natural Design, fonda e dirige uno studio pionieristico in Spagna di eco & biophilic design, creando installazioni multisensoriali con il colore ed elementi vegetali e organici, combinando arte, natura e design. I giardini con piante naturali stabilizzate per interni, o quelli per esterni con flora autoctona di Claudia Bonollo siano essi verticali, orizzontali, curvi o geometrici onirici, psicologici, letterari, tematici, o metafisici, sono paesaggi contemporanei con contenuti sensoriali, rigorosamente a misura dello spazio e delle persone.

Da sempre unisce il suo percorso artistico alla ricerca sull’atto creativo in tutte le sue possibili declinazioni, con particolare enfasi sul colore e sul design ecologico ed empatico, alternando l’attività di ricerca alla sperimentazione in ogni campo della creazione.

CV CB COLOUR
Artist, architect, colour consultant, eco-designer and researcher with a multidisciplinary background.
She graduated from the UIA (International University of Art) and from the Faculty of Architecture of Venice (IUAV). Higher education in London (Bartlett School of Architecture) and Madrid (ETSAM), the city where she currently lives.

The Venetian years will be fundamental to develop a sensitivity to colour and its modulations. In the long walks observing the metamorphosis of the sky and the reflections of light on the lagoon, the first artist books are born, square paintings and paper mosaics that can be composed without limits and which lead to her first chromatic collections.
In this period, she begins to devote herself to the study of I Ching, a book that will accompany her forever and paints her version of the book of the Metamorphoses. A meticulous work that will last three years.

She is invited to create a Kesa (the 11-band sacred mantle) which she creates by reinterpreting an ancient Buddhist rite from the 9th century, reserved for nuns. In addition to the dress that represents the most important relic of Buddhism, she also paints the zagu, the small carpets for meditation in the ceremonies in the Dojo. The painted canvases are poor and recycled fabrics. Once treated, they are then assembled and stitched with silk thread by 161 monks from all over the world. Her personal vision of Kesa, at first very controversial (no artist who was not a religious had ever painted a sacred mantle), is firmly supported by Master Taiten of the Zen Buddhist Monastery of Fidenza.
She is interested in the imagery of architecture and its most visionary nuances, both in painting and in cinema. The first meta-projects are born (architectures that arise from a colour or that change colour depending on the time of day) and the “thought-architectures” sculptures that can be supported with one hand, the “total installations”, the first elaborations of sensitive spaces, combining art, architecture and various elements (real and virtual) with each other (light, lightbox, projections, etc.) in a sensual staging that stimulates the senses and explores the deepest emotions.
She organizes the colour theory course at the Faculty of Architecture at the S.E.K. of Segovia and a series of monochromatic seminars (White, Black, Red, Blue, Green, Gold, Yellow) with a special emphasis on symbolism and applications to all social spheres throughout history. COLOUR IN ART, a multidisciplinary crossing of colour in art, is presented for the first time at the Institute of Culture in Madrid.
All these experiments converge in the elaboration of the imaginary world of the architectures of Tangramville, the city for playing. The models, sculptures and sets created are exhibited in various locations. With the collaboration of the STUDIO DAP of Milan, of the critic Marco Brizzi of Florence and of the COAC (Colegio de Arquitectos de Cataluña), the first interactive CD rom for teaching architecture to children is created, with the patronage of the European Community ( EUROPE 2000: “Architecture and New Technologies”).

Selected by CAMERA (Conseil Audiovisuel Mondial pour les Ètudes et les Réalisations sur l’Art), by the French CNRS and by CICT / Unesco, in 2001 she began a series of multidisciplinary investigations on the cell in Paris, collaborating with professionals from different disciplines (doctors, neurobiologists, psychoanalysts, psychologists, theologians and shamans). The studies converge in two researches: BEAUTY IS ITSELF A CURE and LE CORPS IMAGINÉ (the imagined body) and still continues today. The project, which turns 20 this year, has evolved, spread to the entire human body and extended to the study of emotions, happiness from a biological point of view and the reactions of the body in a state of well-being. She created her first cellular space (installation with music and projections) in the Patio of the Italian Cultural Institute in Madrid with the patronage of the Italian Embassy.

Cellular images are processed through sounds, colours and movements and are transformed into maps of consciousness, interior landscapes (meta-biologies, cartographies of the being where the body is represented as a sacred icon), sensitive spaces (virtual environments, projections where to experiment various levels of well-being), chromatic narratives, short films, experimental techniques of visualization with colours. Over time, the multidisciplinary project has been transformed into the development of a real therapy as an art.
Convinced of the importance of a multidisciplinary dialogue in an era strongly marked by specialization, in 2002 she founded the Atelier Meta-morphic in Madrid, today Atelier Cromatico, an international platform for art, culture and research and place of cultural promotion.
With this spirit and in this context, Claudia Bonollo (creator of the concept) creates the CREATIVE INSOMNIA project (the first creative nights dedicated to the transdisciplinary exploration of a colour) in which she proceeds in an analogical way, each time making use of the contribution of scholars, scientists, musicians, psychologists, researchers and artists willing to undertake original research on one of the countless semantic aspects of colour. In these nocturnal happenings and in a pleasant atmosphere, both the public and the participants are stimulated to live an immersive sensory experience.
Some creative nights dedicated to red, orange, yellow and green have already been organized with success and an extraordinary participation. The CREATIVE INSOMNIA project has contributed to the creation of original and multisensory works inspired by colour. The research extended to author gastronomy, to the culinary research necessary for the elaboration and tasting of monochrome buffets, the result of intense experimentation with Chefs.
In these multidisciplinary cultural events, what stands out are the different aspects of colour, its theoretical unapprehensibility, its multifaceted dimension applicable to all aspects of daily life, a greater awareness of colour and its effects, but, above all, creativity predominates as a valid research and experimentation tool.

Since 2014 she has been part of the VIDEOS DE AUTOR platform and one of her video-art works, LA CELLULA CITTÀ, is selected in the exhibition “SOCIAL CITIES – Self Identities, Common Places” and in the programming of the international festival of performances and independent cinema during the 71st Venice Film Festival.

But colour interests her not only as a cultural tool but also and above all as a generator of an inner transformation. The chromatic worlds contain material, spatial, emotional, spiritual potentials and are converted into authentic places of the soul, metonymic paradigms between internal and external vision. The “total installations” become sensitive and colourful spaces where colour becomes an experience.

The different versions of the contemplative rooms go in this direction, the most elaborate “LA HABITACIÓN CUÁNTICA” is exhibited in the exhibition “CRUCES Y CONVERGENCIAS”, in the La Neomudejar Museum in Madrid, where she also organizes a round table with psychologists, artists and architects analysing the various aspects of her artistic research. The experiments continue with the ephemeral installations in Cantercel (Montpellier – France) and in the NMAC Foundation of Contemporary Art (Vejer de la Frontera – Spain) always accompanied by conferences and workshops.
“The chromatic rooms and the holograms of colour are the result of a creative process inspired by an incessant research on moods that has lasted for over twenty years: the colour-emotion is transformed into space, in a path that is built from the inside. It is, at the same time, narration and contemplation, a tool for projecting and building our inner meta-architectures. These visions arise and are transformed by colour and colour in turn stimulates and transforms us. The chromatic space becomes a mythical tale, a sensitive and vibrant, virtual and changing environment, fleeting as thoughts can be … The chromatic narratives become personal and intimate landscapes, mirrors of the soul, essential maps of our conscience. “

Art director of Monamour Natural Design, she founded and directs a pioneering eco & biophilic design studio in Spain, creating multisensory installations with colour and vegetal and organic elements, combining art, nature and design. The gardens with natural preserved plants for interiors, or those for exteriors with native flora by Claudia Bonollo, whether they are vertical, horizontal, curved, geometric or dreamlike, psychological, literary, thematic, metaphysical, are contemporary landscapes with sensory contents, strictly tailored to the space and people.
She has always combined her artistic career with research on the creative act in all its possible forms, with particular emphasis on colour and ecological and empathic design, alternating research activity with experimentation in every field of creation.

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